Mò Vi Mento – Lira di Achille

Commedia

Condividi

Scheda tecnica

  • GenereCommedia
  • Anno di produzione2018
  • Durata101 minuti
  • Prodotto daStefania Capobianco, Francesco Gagliardi, Giuseppe Picone
  • RegiaStefania Capobianco, Francesco Gagliardi
  • SoggettoFrancesco Scotto
  • SceneggiaturaFrancesco Scotto, Lorenzo De Luca, Francesco Gagliardi, Stefania Capobianco
  • CastEnrica Guidi, Giovanni Scifoni, Daniele Monterosi, Maria Benedetta Valanzano, Tony Sperandeo, Andrea Roncato, Adolfo Margiotta, Antonella Stefanucci, Shi Yang Shi, Rocco Ciarmoli, Alvaro Vitali, Deborah Eliana Rinaldi, Stefano Tricarico, Barbara Bacci, Elisabetta Sansone, Aurora Gagliardi, Giuseppe Picone, Pasquale Andreottola
  • Caratteristiche tecnicheVideo: Colore - da 4K a 6K - progetto girato a 25fps tranne alcune scene girate a 24fps. Audio: 24 bit - 48 khz in sync con il girato a 25fps e 24fps
  • ProduzioneFG Pictures Srl
  • FotografiaGiovanni Mammolotti (a.i.c.)
  • MontaggioDavide Vizzini (a.m.c)
  • Musiche OriginaliPericle Odierna
  • Edizione MusicaleAla Bianca Publishing/ Heristal Ent.

Sinossi

Come si esce dalla recessione? Se si è dei governanti, con ricette che ammazzano il contribuente; se si è il contribuente, ammazzando qualcuno più ricco di te per ereditare. È crudele? Andatelo a spiegare al gruppetto che stiamo per presentarvi. Sullo sfondo l’Italia multietnica dove politici, preti, avvocati, vigili urbani, carabinieri e secondini sono più facilmente cinesi che italiani. Ecco dunque il paese in cui la nostra storia ha luogo, popolato da furbastri che le pensano tutte per fare soldi, con risultati tragicomici, giacché quando il dramma si esaspera, diventa farsa, teatro di una triplice caccia: al potere, ai soldi, all’amore; perché se la politica va a braccetto con il denaro e il denaro fa girare il mondo, l’amore è nato assai prima del denaro.
Elena Guarracino, erede di una multinazionale di profilattici, DOVREBBE sposare Achille Alfresco (in nomen omen!), presidente del neonato “Mò Vi Mento – Lira di Achille”. Il DOVREBBE è maiuscolo perché sono all’ennesimo tentativo, con lei colta da svenimento ogni volta che arriva il testimone dello sposo, cioè il terzo uomo del triangolo, colui che Elena realmente ama: Massimo Della Bozza, altro nome che include un destino, scrittore fallito che non riuscirebbe a farsi pubblicare neanche il proprio necrologio.
Mentre l’ingenuo Massimo è intelligente ma non furbo, Achille è doppiamente furbo, infatti, come molti politici, credeva fermamente che la verità della politica fosse la bugia! Ed è per questo che cominciò a mentire a tutti, scrivendolo addirittura nel logo del suo partito: Mò Vi Mento, appunto per la coerenza; Lira di Achille, senza apostrofo, per uscire dall’euro e far tornare la lira in Italia. Il trio diventa presto un quartetto con il poco promettente killer Carlo Spampanato, un imbranato che non sa ammazzare neanche il tempo! Ma non basta, perché la mamma dei cretini è sempre on-line (una volta si diceva “incinta”, ma l’idiozia si adegua all’era “internettarola”) e dunque ai summenzionati si aggiungono Giuliana, “matrigna” di Elena, compagna di Carlo, sempre bisognosa di denaro per i lifting e sua figlia Lucia, cieca come una talpa, amante del promesso sposo Achille.
Insomma, l’ignara Elena è vittima di un complotto di famiglia nel quale tutti la vogliono morta eccezion fatta per Massimo, che si strugge d’amore per lei mentre al contempo è corteggiato, spudoratamente, da Cinzia, proprietaria del monolocale in cui lui alloggia, giovane e bella ma ignorante come una mattonella: crede infatti che il Riccardo III di Shakespeare sia un sequel! E se non vi basta, ecco il Guercio, un killer con un occhio di vetro, che sopraggiunge all’inconcludente Carlo grazie al losco Avvocato Del Mazzo, che farà una fine del c…; e ancora la famiglia Quagliano, che veste il tricolore, Italia, Viviana e il Sindaco Michele, un bizzarro politico, che per un equivoco crede di essere il destinatario dell’attentato in realtà diretto ad Elena; il Camaleonte, un misterioso killer, questo sì reale e pericoloso, incaricato dagli alti poteri occulti della lobby di neutralizzare Achille, poiché con la sua battaglia anti-euro e quindi con il ritorno della lira in Italia, provocherebbe il crollo dei paesi che sull’Euro speculano. E poi ancora tanti e tanti cinesi che conoscono il Vesuvio meglio della segretaria di Elena, Asia, che considera i centri commerciali più interessanti.
Ed è proprio con questa agguerrita delegazione asiatica che viene dalla Cina con furore, che dovrà fare i conti l’ignara vittima designata Elena, poiché l’unico mini-preservativo fallato uscito dalla sua azienda è andato a finire a Shanghai, causando una gravidanza non desiderata alla segretaria del Sindaco, con conseguente causa risarcitoria contro l’azienda di Elena.
Tutti questi personaggi e la loro congerie di complotti, amori inconfessati, meschinità segrete e imbecillità palesi, convergono nel pirotecnico finale, durante l’ennesimo matrimonio fra Elena e Achille, in una girandola di equivoci dove solo il Caos, alla fine, riuscirà a mettere tutto in ordine, dando a ciascuno il suo, poiché, come dice Massimo: “L’amore è cieco e gli innamorati non possono vedere le stupidaggini che commettono”. E siccome la battuta l’ha fregata a Shakespeare, potete fidarvi.